Proposta di Newsletter:

Euromovements è un network europeo di ricerca-azione che lavora dal 2004 sullo sviluppo di esperienze di ricerca attivista e di sistematizzazione di informazione proveniente dai movimenti sociali in Europa.
Euromovements è un network informale trans-locale impegnato nella creazione di uno spazio di convergenza in cui dibattere, scambiare e condividere pratiche politiche e di ricerca.
Euromovements ti propone di partecipare a una newsletter on line su: “mappe e trasformazione sociale”.

Con questa newsletter vorremmo raccogliere e rendere in una visione d’insieme il panorama delle azioni, delle esperienze, delle metodologie e dei gruppi che lavorano alla creazione e allo sviluppo di rappresentazioni per la trasformazione sociale, come strumenti e conoscenze di potenziamento di singoli e gruppi attivi nel movimento sociale e politico contro l’Impero.

Il formato dei contenuti

Vorremmo dare lo stesso peso alla conoscenza scritta e a quella orale e visiva.
Questo è il motivo per cui ci piacerebbe che le vostre proposte si presentassero in forma combinata: testi/immagini/animazione/mappe /video/ tracciati acustici, eccetera.
Per esempio se avete preparato una mappa o un grafico di dati, vi preghiamo di spedircelo con una spiegazione (testo, video), in modo da permetterci una migliore comprensione, sulla metodologia, le finalità e gli obbiettivi del vostro progetto. O se avete scritto un articolo su visualizzazione, mappe o cartografie, vi preghiamo di spedircelo affiancato dalle immagini della mappa su cui avete lavorato.

La newsletter raccoglierà materiali in molte lingue.
Non assicuriamo la loro traduzione, tranne che su base volontaria. Se potete, vi preghiamo perciò di spedire le vostre proposte già con la traduzione in altre lingue – se esiste - o anche con una piccola sinossi in un’altra lingua, se non avete già una traduzione disponibile.

I contenuti delle precedenti newsletter di Euromovemevements sono stati pubblicati online in base a principi copyleft/creative commons e non sono stati utilizzati a scopo commerciale.
Questa newsletter avrà le stesse caratteristiche. Sarà ampiamente diffusa su mail-list, su pagine web, e attraverso altre reti di scambio e comunicazione.

Contenuti

Proponiamo alcune domande per cominciare.

> Le radici delle mappe e della trasformazione sociale:

In che modo i nostri desideri e i nostri bisogni connessi alla trasformazione sociale, dipendono dalla comunicazione e dalla visibilità delle nostre battaglie, resistenze e dalla conoscenza che ci deriva da queste esperienze? In che modo questi bisogni sono collegati alla produzione di metodologie e strumenti per visualizzare, chiarire le sfide, le reti, i fenomeni intangibili che stanno dietro le mobilitazioni?

Quali sono i legami tra la prassi politica contemporanea del “mappare” e le sue radici? In che modo il dadaismo, l’arte brut, il metodo del cut-up, derivano da/sono connessi al creare rappresentazioni come trasformazione sociale? Cosa ci insegnano questi gruppi, metodi e concetti riguardo alle nuove forme di creatività politica, sociale ed artistica?

L’evoluzione della rappresentazione e della trasformazione sociale deve anche essere messa nella prospettiva del suo passato più recente. Cyberattivisti, hackers, cyberpunks, possono anche essere considerati come propulsori di mappe/visuali e di trasformazione sociale. Il campo d’azione relativo a strumenti digitali ed al cosiddetto ciberspazio, è pieno di idee, riflessioni e ricerche tendenti alla costruzione di strumenti che cercano di mapparne la diversità, i flussi, i ritmi.

> Rappresentare i movimenti versus Rappresentare il biopotere:

Strumenti tecnico-politici e trasformazione sociale costituiscono un’interessante campo d’interazione. Alcuni di noi fanno appello alla produzione di ”anti-tecnologie di resistenza”, discutendo su metodi che non possono venire replicati altrove, talmente evanescenti da non poter essere prodotti con una guida alla loro comprensione. La pratica delle mappe corre di continuo il pericolo di intrappolare qualcosa che deve restare libera. In che modo i gruppi, che producono mappe, che analizzano e/o producono strumenti tecnico-politici per sistematizzare grandi quantità di informazioni, affrontano questi problemi? Quali sono le sfide e i limiti etici e filosofici del rappresentare la trasformazione sociale e le attività dei movimenti e delle reti sociali? Come si può ribaltare l’ingegneria della sorveglianza, come si può sfidare il pancapitalismo attraverso meccanismi, come li chiama Brian Holmes, ”di sistemi di sorveglianza dal basso verso l’alto”? Qual’è il ruolo della tecnologia e della programmazione di software nello sviluppo di questo campo di ricerca attivista? Abbiamo anche la sensazione che il campo d’azione delle mappe/visualizzazioni sia molto competitivo e sia occupati da privati, che siano singoli o imprese. In che modo i singoli e i gruppi provenienti dai movimenti sociali e dagli hacklabs sfidano tutto questo?

Altri gruppi lavorano alla rappresentazione del “nemico”. La loro ricerca attivista si concentra sull’identificazione dei network che agiscono e supportano attivamente le dinamiche e le politiche neoliberiste. Negli ultimi anni sembra esserci stato un incremento delle mappe didattiche (in forma digitale o stampata) per rendere disponibili a tutti le informazioni su chi governa, come governa e su quali basi. Vi è stata una grande produzione di mappe su argomenti propri della ricerca attivista, quali la biotecnologia, il biopotere, il neoliberalismo, le componenti della cosiddetta nuova società dell’informazione, le pratiche di Enron, la guerra in Iraq; e la lista potrebbe continuare molto a lungo.

>Metodologie, modalità:

Ci stupiamo delle numerose metodologie per sviluppare queste mappe, come creazioni individuali o di gruppo. Come parti della comunicazione sociale attivista, quali sono le loro ripercussioni? Stanno creando nuove forme di interferenze mediatiche all’interno del panorama dei media di massa? Sono capaci di dare il loro apporto affinché la distribuzione dell’informazione diventi azione collettiva? Mappe/rappresentazioni visive sono materia per specialisti ed esperti? Anche se è ovvio che esistono reali difficoltà per sviluppare, programmare, leggere e analizzare le mappe, in che modo cercano di aggirare queste problematiche le persone e i gruppi coinvolti nel tracciare le mappe?
Queste ultime domande incrociano anche interrogativi sulle metodologie cartografiche da utilizzare in base a una grande varietà di pubblico e di tematiche sociali e politiche. Sviluppare mappe e cartografie può anche significare sviluppare metodologie collettive di crescita del potere, delle capacità. Le mappe possono significare inserimento, immersione, scambio, conversazione, molti livelli di socializzazione; l’emersione di strumenti geopoetici, mappe personali, producibili da bambini, giovani, immigrati, donne, comunità di quartiere, ecc… Come si possono sviluppare in gruppo mappe tattiche collettive? Dov’è il limite tra individuo e lavoro art-ivista Quali sono le possibilità tecniche per sviluppare mappe decentralizzate secondo prospettive di gruppi diversi, ecc..?
Se avete organizzato workshop, incontri, esperienze, stampati, installazioni su questi argomenti, vi chiediamo di descrivere nel dettaglio quali sono stati processo, background, persone coinvolte, risultati ecc..

> Metodologia e calendario :

Per mandarci i vostri articoli e proposte di altro materiale per questa newsletter, per favore spediteci una e-mail a: visual@euromovements.info

Noi proponiamo anche la creazione di una e-list per facilitare gli scambi riguardo a queste tematiche. Potete sottoscrivervi direttamente o spedire un messaggio con “subscribe” nell’oggetto a: visual@lists.euromovements.info
VISUAL è una mailing list per ricercatori, attivisti, hackers e artisti che sperimentano l’applicazione alla trasformazione sociale delle tecniche cartografiche e di visualizzazione.
Chi si sottoscrive è incoraggiato a spedire informazioni riguardo a esperienze visive, conferenze, annunci, domande, dibattiti aperti, appelli per proposte, sviluppo di mappe e a scambiare informazioni riguardo a notizie rilevanti per la sperimentazione della visualizzazione e della cartografia. Per facilitare la comprensione trans-locale-nazionale, l’e-list è multilingue. Se possibile, vi preghiamo di mandare le e-mail tradotte in due (o più) lingue.

Data ultima per mandare materiali: 15 marzo

Faciliteremo i contatti con tutti i collaboratori quando questa newsletter sarà online.