L’attuale periodo di effervescente mobilitazione sociale si accompagna a una proliferazione di nuove ricerche e nuove pratiche, con multiple traiettorie, situate nell’intersezione tra azione poltiica e investigazione, e che possono essere definite esperienze di Ricerca attivista.
Sei anni dopo Seattle e 5 anni dopo il I° Forum sociale mondiale, abbiamo visto prima apparire e poi diffondersi ampiamente nei movimenti il concetto di ricerca attivista.
Non cesseremo con ciò di riflettere specificatamente sui pro e i contro di questa definizione. In relazione alla Ricerca attivista, per un verso constatiamo che è un concetto che si estende con facilità, che ispira e che costruisce comunità, sentire comune, che stimola la riflessione sulla propria pratica investigatrice e sollecita domande; per un altro verso lo troviamo già limitato per orientarci in una tanto ricca galassia di interazioni tra azione politica e ricerca. Una cosa che è chiara dalla ricca varietà di contributi raccolti per questa newsletter è che esiste un’ampia diversità di speranze e di ricerche dietro questo concetto. Per nominarne alcune: narrazioni di resitenze; esperienze ispirate dalla tradizione della conricerca e dal metodo della “consulta”; ricerche finalizzate alla denuncia e alla creazione di sistemi di controllo e monitoraggio; ricerche sulle alternative; contributi di intellettuali di movimento e analisi strategiche collettive; esperienze di archiviazione di dati e ricerche finalizzate a una migliore auto-conoscenza; sistematizzazioni di informazioni e generazione di strumenti per la creazione di reti; esperienze di ricerca cooperativa e di creazione collettiva realizzate online; mappe e cartografie; ricerca performativa; ricerche sui movimenti sociali sviluppate all’interno dell’Accademia e mirate a creare connessioni con attivisti e con l’attivismo; iniziative mirate a creare più strette interazioni tra scienza (vista dall’ Accademia) e società; azioni per rendere libero il sapere creato nelle Università, in difesa del carattere pubblico dell’Università e contro la precarietà dei lavoratori della ricerca.
Con questa raccolta di materiali abbiamo voluto realizzare una fotografia della ricerca attivista che si esprime online e dei dibattiti che genera nella primavera del 2005 e rendere accessibile questi materiali; e con ciò costruire ponti, tessere una rete e avviare una riflessione sulla ricerca attivista, facendo una chiamata per ulteriori contributi e inviando questa Newsletter come stimolo a questo dibattito.
Chi siamo? Siamo la rete di ricerca-azione Euromovements. Una rete europea nata attorno a un progetto di sistematizzazione del sapere generato dal processo di confluenza dei movimenti sociali in Europa che ha lo scopo di costruire strumenti che potenzino questo processo. Siamo partiti esattamente facendo un esperimento di ricerca attivista. Per questo abbiamo voluto accompagnare questa esperienza con una riflessione sulla ricerca attivista e contribuire alla stessa attraverso la nostra esperienza. Nella sezione seguente potrete trovare una presentazione più dettagliata di quello che facciamo concretamente.
Questa raccolta è stata editata in forma aperta. Abbiamo incluso tutti i testi e i materiali che abbiamo ricevuto. Insieme ad alcuni links a materiali già accessibili online, sono più di 50 articoli!!! Naturalmente gli autori sono responsabili dei testi.
Abbiamo dovuto cambiare il termine di uscita della newsletter e ci scusiamo di ciò con coloro che hanno mandato i loro contributi nei tempi inizialmente programmati. A ogni modo, ogni cosa giunge al suo tempo.
E’ una newsletter primaverile e così speriamo possiate godervela sedendo all’ombra di un albero o sorridendo sotto un caldo raggio di sole!!!
Vogliamo naturalmente ringraziare tutte le persone che ci hanno mandato contributi. La prima cosa che va notata è che la diffusione dell’invito a partecipare e a mandare articoli ha raggiunto risultati inaspettati: abbiamo ricevuto un gran numero di articoli da persone che non conoscevamo; e questo è stato molto interesasnte perché ci ha consentito di allargare e mettere in discussione il nostro stesso approccio alla ricerca attivista. Ricevere tutti questi articoli da gente “sconosciuta” è stato stimolante perchè ci ha ricordato che esiste ancora tanta gente da incontrare e una montagna di azioni e riflessioni da produrre e diffondere collettivamente.
Con questa raccolta abbiamo voluto costruire ponti nella riflessione proveniente da diversi territori e in varie lingue. Potrete incontrare testi in inglese, castigliano, italiano, catalano, francese e portoghese. Abbiamo fatto uno sforzo per avere materiali in varie lingue contemporaneamente, anche se sapevamo che non avremmo avuto la possibilità di tradurli. Ci dispiace che la maggioranza siano solo in inglese. Se avete delle traduzioni di questi testi in altre lingue, ci farà piacere se li vorrete far circolare.
Perché una Newsletter e non un libro? Perché internet e le pubblicazioni elettroniche permettono la creazione di librerie pubbliche che possono pubblicare testi integrali e dati relativamente a qualunque articolo pubblicato e li rendono liberamente disponibili a tutti, ovunque nel mondo. E questa via è particolarmente indicata quando si avviano discussioni trans-locali-nazionali. Un accesso immediato e senza restrizioni accelererà la diffusione della pratica della ricerca attivista.
Abbiamo distribuito i materiali in 4 sezioni:
Riflessioni sulla ricerca attivista: un nuovo paradigma della e per la trasformazione sociale
In questa sezione potete incontrare un primo gruppo di contributi che s’interrogano specificatamente sul ripensare la ricerca attivista, senza presentare chiari referenti anteriori: come ad esempio, strumenti per la trasformazione sociale (Gonzalez, Verger & Cortina), resoconti di incontri di riflessione sulla ricerca attivista (CASA; Sullivan); un’interrogazione aperta sulla autorità del ricercatore e dell’attivista (Zavos and Patrice Riemens), un accesso a un webiste con molto materiale che sviluppa ricerca-azione dall’Australia (Dick). E addentrandoci negli Stati Uniti, possiamo ugualmente trovare traiettorie di ricerca attivista (Translocales).
Un secondo gruppo di contributi recupera la tradizione della ricerca-azione ricerca-partecipazione latinoamericana. Vengono presentati le sue espressioni nello stato spagnolo (Colectivo IOE); la sua lettura dal Brasile (Manolo) e un caso concreto di sistematizzazione di esperienze in America Latina (Verger). Da coneixenca di movimenti deli 70 (Wainwright) and oggi (Next Gender Action)
Segue un gruppo di interventi che recuperano la tradizione della conricerca italiana, l’inchiesta operaia e il pensiero situato (Nociones Comunes VVAA; Colectivo Situaciones; Virno), e la presentazione di una sua applicazione ai circuiti della precarietà femminile (Precarias a la Deriva). E acceso a la biblioteca da Situacionist Internacional.
Così ugualmente si incontrano vari testi che insistono attorno alla questione della proprietà intellettuale nel contesto della globalizzazione (Corsani & Lanzarote) e a quella della creazione collettiva (VVAA) un insieme di testi che affrontano la questione della teoria (Shukaitis, Nilsen and Cox) o che interrogano la teoria marxista (Ollman); un testo riferito esplicitamente al “corporate watch” – il monitoraggio delle imprese transnazionali (Couey). Per ultimo chiude un contributo da New York (Barreras).
Relazioni e posizioni verso e dall’Accademia:
In questa sezione incontrerete un ricco dialogo, che prova a essere costruttivo, tra attivismo e accademia (Fluke, Casas-Cortés, Cobarrubias). Un testo sulle peculiarità della pratica etnografica, che confonde nel lavoro sul campo investigatore e attivista, ma che li distanzia nella scrittura e nella distribuzione dei risultati (Juris and Mathers & Novelli). I dilemmi che le nuove forme di produzione del sapere nei movimenti pongono alle Università (Fuster i Morell). I possibili effetti perversi di un loro eventuale avvicinamento (Biglia and Hache); nonché i rischi di essere licenziati a causa del proprio attivismo in Accademia (Joshua Frank); e includendo questo testo vorremmo anche esprimere la nostra solidarietà a David Graeme recentemente licenziato da Yale.
Un esercizio di contrapposizione tra la teorizzazione attivista e quella accademica (Colin and Barker). Per finire un invito alla creazione di un’Università popolare dei movimenti sociali (Bonaventura Sousa de Santos) e uno alla creazione di una rete europea di ricercatori precari (Rete Nazionale Ricercatori Precari).
Ricerca attivista sui Forum sociali:
In questa sezione troverete contributi specifici su esperienze di ricerca attivista applicata al processo dei Forum sociali (Fuster i Morell; Haeringer). Il resoconto di una giornata di riflessione sulla teoria radicale tenutasi nel contesto del Forum Europeo (Sullivan). Testi che riflettono sul processo dei forum (Waterman; Aguiton and Cardon; Papadimitri), incluse due precedenti compilazioni di materiali online realizzate da Euromovements sul Forum sociale Europeo (Euromovements) e da Transform! Italia sul Forum sociale mondiale (Transform! Italia). Come vedrete c’è molto interessante materiale e molte problematiche vengono presentate nei diversi articoli. Buona lettura e interagite!!
Altre esperienze di ricerca:
In questa sezione troverete articoli riferiti a un’ampia ed eterogenea gamma di esperienze di ricerca, con particolare enfasi su testi che riflettono sulla potenzialità delle nuove tecnologie nella creazione collettiva (tra gli altri, Gomez, Ferrer and Stallman).
Dove continuare il lavoro
La nostra volontà di stimolare la riflessione sulla ricerca attivista non finisce con questa raccolta di articoli. Siamo consci dei molti spazi lasciati scoperti da essa. Per questa ragione abbiamo creato una pagina per la pubblicazione aperta di testi. Potete trovarla all’indirizzo o mandar a info@euromovements.info.
Vogliamo ringraziare il network Mobilized Investigation (MI) per aver facilitato questo spazio, e specialmente Merijn Oudenampsen, Uri Gordon and Lawrence Cox, compagni del MI.
Abbiamo anche creato una e-list aresearch@lists.euromovements.info come spazio per lo scambio di informazioni, per la convergenza su proposte e di dibattito sulla ricerca attivista. Per iscriverti vai a: infolists
Grazie a EYFA che ospita la e-list. E abbiamo in marcia una directory sulla ricerca attivista.
Non ci dilunghiamo ulteriormente sui contenuti di questa newsletter, ma vi invitiamo ad esplorarla. E non dimenticate che questo è solo un primo passo nella costituzione di uno spazio comune, aperto e cooperativo di scambio tra tutti noi appassionati di ricerca attivista.
Buona lettura!