LETTERATURA CHIMICA - Scritti di infamia e marciume postmoderno.

FRANCESCO WARBEAR MACARONE PALMIERI

“C’è una differenza in SCRIVERE LE CULTURE: tra quelli che pensano che è arrivato un momento sperimentale nell’etnografia per amore dell’esperimento e altri che pensano che si è arrivati a quel momento perchè le tecniche della rappresentazione che usavano prima non funzionavano più e non funzionavano perchè è cambiato il progetto e se il progetto precedente era di dimostrare l’equilibrio delle società nelle periferie, ora il progetto è di dimostrare i processi storici interni a un contesto sociale di diseguaglianza e di dimostrare qualcosa della scienza dei gruppi subordinati e delle percezioni che vengono da quei gruppi. E’ all’insegna di questo progetto che, almeno io, penso che bisogna cambiare la maniera di scrivere, di scrivere le culture”
“Conversazione con Renato Rosaldo” – Fiamma Montezemolo

“Scegliete la vita; scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete un maxi televisore del cazzo, scegliete lavatrice macchine lettori cd e apriscatole elettrici; scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la poliza vita, scegliete un mutuo ad interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valige in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cazzo siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il
cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo d'imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete un futuro scegliete la vita, ma perchè dovrei fare una cosa cosi? Io ho scelto di non scegliere la vita, le ragioni? non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l'Eroina!”
Trainspotting –Irivine Welsh

La definizione di “Letteratura chimica“ che qui si vuole assumere, è basata serie di stili narrativi che hanno come centro Irvine Welsh ma che si aprono a raggiera su certa letteratura inglese/scozzese contemporanea. Essa orbita intorno a dei nuclei a contenutistici specifici e a delle speriementazioni linguistiche altrettanto peculiari.

Per quanto riguarda i contenuti, sebbene nella loro natura sincretica e mutoegna, se ne può tracciare una possibile geografia :


1) Metropoli, disagio giovanile contemporaneo e periferia infinita

2) Calcio

3) Raves -parties

4) omicidi - noir tragicomico nichilista

5) sesso estremo

Le aree significative sovraesposte concettualizzano le culture metropolitane con le loro periferie infinite, le loro espressioni culturali radicali ovvero l'illegalità generalizzata attraverso le droghe, i raves, il teppismo, gli scontri calcistici, il sesso estremo, l'aggressione violenta, la morte; tutte fortemente speziate con un’ironia tragicomica atroce e nichilista. Questi contenuti sono  affrontati specificatamente con delle strategie narrative che si muovono su piani differenti. Fondamentalmente la maggior parte di essi sono romanzi psico-analitici e spesso la narrazione è in soggettiva. “Il Lercio” di Irvine Welsh ( Guanda ed. 1999) rappresenta la quint'essenza di questo tipo di approccio. Il richiamo è quello “stream of consciousness” joyciano ma reso più pop, più esperibile alla fruizione di una lettura di massa. Le voci narranti si moltiplicano sempre e colgono il soggetto della storia sfaccettandolo in forma poliedrica; lo si vede in quasi tutti i racconti soprattutto di Welsh, il quale cambia registro a seconda della voce narrante dello stesso io che sviluppa la storia, in chiavi di classe, di età, di genere, di culture giovanili etc; linguaggi che meta-narrano i contesti culturali e sociali di riferimento.

Un altro elemento fondante della sperimentazione lingustica delle narrazioni chimiche è la dissoluzione della lingua madre. Essa e’ messa in crisi dalla molteplicità dei linguaggi i quali raccolgono sempre la sfida di un esponenziamento continuo. Vi è quindi un atto corrosivo rispetto al dettato di definizione della realtà tramite l'imposizione sintattico-grammaticale della lingua pura. In questo senso qui abbiamo ibridi prodotti da un gergo di strada sapientemente mescolato, da una parte con il dialetto delle zone sperdute del Regno Unito e dall'altra  con una narrativa inglese sintatticamente ineccepibile. Il tutto è a sua volta  rimescolato con i linguaggi pertinenti alle aree culturali di riferimento, quindi dai raves alle curve degli stadi come nel caso di John King, passando per il linguaggio poliziesco. Altro elemento fondante, (prendendo come riferimento i lavori di Welsh) è la grafica. Le parole, nella narrativa welshiana, sviluppano una comunicazione visiva che supera il rapporto significante/significato e ne raccolgono la sfida grafica con un complessa decostruzione della linearità di lettura: parole slittate, resoconti polizieschi incastonati, lettere che piovono, frasi che franano, che si amplificano, che scomapiono in un disordine grafico, tenie fatte di nuvole che si sovrappongono violentemente, a livello visivo, su flussi di parole senza pause sintattiche. I momenti topici delle storie hanno definizioni grafiche specifiche che ne sottolineano il climax. I linguaggi hanno grafiche ma solo a livelli di font. E’ quasi visibile una traccia futurista in questo tipo di  lavoro per la quale le parole in libertà, scevre dalla sacralità della storicizzazione dell'avanguardia, diventano uno strumento pop di collasso semantico. La sintassi  viene destabilizzata sul progress delle sperimentazioni spesso negando sé stessa in un approccio completamente punk e reietto. La letteratura chimica potrebbe essere una siringa carica di Oi! narrativo postmoderno arricchito da sfumature erotiche sadiane spinte all’aberrazione,  filosofie nietzschiane  nel punto di dissolvenza tra immersione riflessione e follia violenta, ironia apocalittica in cui il ridere e il piangere si tolgono il fiato a vicenda, il tutto s/legato da fili invisibili di una ricerca letteraria deliziosamente avariata.

Lo stantuffo della siringa è il costrutto che regge l'architettura testuale e grafica di “LETTERATURA CHIMICA. Scritti d’infamia e marciume postmoderno”. Il metodo si basa sulla definizione degli immaginari di contenuto proposti da questo tipo  di letteratura che si sviluppa dai novanta ad oggi (prendendo linfa dagli ottanta, con i paesaggi controculturali e subculturali europei) e successiva contestualizzazione locale rispetto alle dita/menti che scrivono intorno a noi . L’idea intellettuale che sottende questo tipo di operazione è concetrata sulla comprensione del tipo di rapporto, tra assonanze e divergenze stilistiche, che ci può essere tra le nostre produzioni narrative e quelle sovraesposte. La riposta può provenire dall’esaltazione di questo tipo di gap come appunto la
letteratura chimica di torazine che noi abbiamo praticato nella nostra storia editoriale.

La prospettiva socio-antropologica che sottende questo esperimento si orienta verso la costruzione di una griglia narrativa che permetta alle voci narranti di essere s/oggetti auto-rappresentati ove la costruzione etnografica del rapporto faccia si che il ricercato divenga antropologo narrativo auto producendo il testo etnografico. L’altro come se stessi e’ il metodo invisibile che prende vita nell’interazioni tra testi espressi in una spirale linguistica impazzita che abbia più varchi nella decostruzione della sua linearità. All'interno del progetto è prevista una prospettiva ancora più sperimentale e radicale  intesa come CHIMICA DELLA LETTERATURA. Essa è basata sullo scarto, la destrutturazione, la messa in discussione radicale di ogni modello narrativo e quindi come forma di ermeneutica della definizione di “letteratura chimica” stessa. In questo caso si mette in scena la rappresentazione della fine di tutte le narrazioni, la loro compresenza simultanea la loro assenza simultanea ovvero chimica della letteratura travestita da letteratura chimica, quindi l’uso di lingue, modelli, e registri per confezionare inediti organismi cellulari con scadenza esplosiva. Malattie narrative terminali che con sapienza acchiappano, smontano, modificano, riassemblano, il corpo/cervello del lettore/cliente agendo in profondità neuronale sul codice linguistico/narrativo che fonda i meccanismi di autorappresentazione.

Su questo vettore comunicativo abbiamo pensato di inserire delle pratiche di narrativa in rete definite NET SLAM. Esso è una forma di pragmatizzazione scritta degli scambi hip hop freestyle che è avvenuta e avviene all’interno di mailing list specifiche. Il dato interessante è che i poeti di strada questa volta non vestono magliettone, cappellini e baggy pants perché, in realtà non è tanto la strada il loro contesto di espressione, sebbene dalla sua pratica ne prendano i contenuti, quanto gli spazi di interazione comunicativa in rete ad essere il “field” semantico. In questo senso tra le loro botte e risposte, provocazioni e poetiche, s/fiorisce il panorama giovanile postmoderno correndo attraverso rime oltreconfine. Ed è questo ancora l’ immaginario di Torazine che nasce come confezione, come prodotto, come brand, come logo e quindi non può che flirtare con le definizioni, brutalizzandole come vettore di quella produzione intellettuale iconoclasta, ironiconichilista, politicamente scorretta e critica nelle sue teatralizzazioni estreme, sfiorando ogni frontiera del vissuto. La letteratura chimica è seduttiva ed aberrante tanto quanto lo è Torazine.

Ed è con un ago infetto che Torazine intende iniettarne il contenuto per produrre un’overdose di fantas(ma)tica macerazione culturale. Ancora, ogni definizione ha senso nel sua distruzione attraverso lo sfruttamento come pratica di mercato. Il nostro swindle postmoderno è proprio nell’oltraggiarvi con mere categorie funzionali alle identità di mercato editoriale per rivendervi i vostri stessi incubi. Ciò che avete in mano è una bomba ad orologeria di parole, contenuti, visioni, sregolatezza, distorsione, cinismo, ironia, aggressività e sublime sperimentazione dell’esistente mediato da un’est-etica dell’impossibile. il tempo è scaduto. Assistiamo compiaciuti al massacro.

PREMIATE MACELLERIE TORAZINE

Pushing Editoriale:

Rosaldo, R., 1989, Culture and Truth, Boston, Beacon Press, trad. it. 2001, Cultura e verità. Rifare l’analisi sociale,Roma,Meltemi Editore.

Champion, S., a cura, 1998, Disco Biscuits. Racconti della chemical generation, Parma, Ugo Guanda editore.

Welsh, I., 1998, Filth, London, Jhonatan Cape; trad, it. 1999, Il lercio, Parma, Ugo Guanda editore.

Welsh, I., 1995, Marabou stork nightmares, London, Jhonatan Cape; trad, it. 2001, Tolleranza 0, Parma, Ugo Guanda editore.

Welsh, I., 1997, La casa di Jhon il sordo, Palermo, Sellerio Edizioni.

Welsh, I., 1993, Trainspotting,London, Fecker and Warburg Ltd., trad. it. 1996, Trainspotting, Parma, Ugo Guanda editore.

Welsh, I., 1996, Extasy, London, Jhonatan Cape; trad, it. 1997, Extasy, Parma, Ugo Guanda editore.

Welsh, I., 2001, Glue, London, Jhonatan Cape; trad, it. 2002, Colla, Parma, Ugo Guanda editore.

Welsh, I., 1998, Acid house, Parma, Ugo Guanda editore.

Welsh, I., 1998, Acid house, Parma, Ugo Guanda editore

King, J, 1998, Fedeli alla tribù, Parma, Ugo Guanda editore.

King, J, 2000, Cacciatori di teste, Parma, Ugo Guanda editore.

King, J, 1998, England away, London, Jhonatan Cape; trad, it. 2001, Fuori casa, Parma, Ugo Guanda editore.

King, J, 2003, Smaltimento Rifiuti, Parma, Ugo Guanda editore.

King, J, 2004, Human Punk, Parma, Ugo Guanda editore.

Macarone Palmieri, F., 2002, Free party. Technoanomia per delinquenza giovanile, Roma, Meltemi Edizioni.

A.A.V.V., 1996, Children of the albion rover; trad, it. 1998, Acidi scozzesi,Torino, Einaudi Edizioni.

http://www.irvinewelsh.com/index.php